Glovo porta le sigarette? Sì — ma online non si comprano

Glovo porta le sigarette? Sì — ma online non si comprano

5 Maggio 2022 Off Di Mel

In breve. Sì, le sigarette si possono farsi portare a casa con le app di consegna come Glovo: il rider le compra per te in tabaccheria, e per questo è legale. No, non si possono comprare online: in Italia la vendita a distanza di tabacchi è vietata, anche dall’estero, e i siti che la fanno vengono oscurati. Vale anche per i liquidi da svapo, che online si possono vendere solo da siti autorizzati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Due domande che sembrano la stessa e non lo sono: «mi posso far portare le sigarette a casa?» e «posso comprare le sigarette online?». La prima ha risposta sì, la seconda no, e la differenza è tutta in dove avviene l’acquisto.

Le sigarette a domicilio con Glovo: come funziona

Glovo non è solo cibo: fra le categorie dell’app c’è anche la tabaccheria, dove sono disponibili sigarette, tabacco, cartine, accendini e spesso anche i servizi che in tabaccheria si trovano di solito.

Il meccanismo è quello di qualunque altro ordine: si sceglie la tabaccheria fra quelle vicine, si mette nel carrello, si paga nell’app e un rider va a comprare il prodotto e lo porta.

  • Serve che ci sia una tabaccheria convenzionata nella tua zona: il servizio c’è nelle città dove Glovo ha accordi, non ovunque.
  • Il prezzo è quello di listino, più il costo della consegna: le sigarette hanno un prezzo fissato, quindi il risparmio non c’entra.
  • Serve essere maggiorenni, e il rider può chiedere un documento alla consegna.

Perché questo è legale e comprarle online no

La differenza non è un cavillo, è il cuore della faccenda. Con la consegna a domicilio l’acquisto avviene in tabaccheria: il rider è un trasportatore, non un venditore. La vendita resta dove la legge dice che deve stare.

In Italia i tabacchi lavorati si vendono solo attraverso la rete delle rivendite autorizzate — le tabaccherie — rifornite da depositari autorizzati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Non è una regola di settore: è un monopolio di Stato.

Attenzione La vendita a distanza di tabacchi lavorati è vietata, «anche transfrontaliera». Non esiste quindi la scappatoia del sito estero: comprare da un venditore straniero che spedisce in Italia non è consentito, e non lo è nemmeno per lui vendere.

Cosa rischia chi compra

Chi acquista tabacchi di contrabbando non commette una violazione teorica. Il reato è quello di contrabbando di tabacchi lavorati esteri, oggi disciplinato dall’articolo 84 del decreto legislativo 141 del 2024, che ha sostituito il vecchio articolo 291-bis del testo unico doganale — quello che si trova ancora citato in mezza rete, compresa questa pagina fino a settembre 2026.

E non è un divieto sulla carta: l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli pubblica l’elenco dei siti inibiti e la Guardia di Finanza li oscura a ondate — in una sola operazione del 2023 sono stati bloccati 59 siti e 138 annunci.

⚠️ E le sigarette elettroniche? Anche lì non è libero

È la convinzione più diffusa, e anche questa pagina l’ha riportata per anni: «il tabacco no, ma lo svapo online sì». Non è così.

Dalla legge di bilancio 2018 anche i liquidi da inalazione sono sotto il controllo dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, e la vendita a distanza ai consumatori in Italia è vietata salvo che avvenga da un sito preventivamente autorizzato da ADM.

Ai consumatori finali questi prodotti si vendono attraverso le rivendite autorizzate e gli esercizi abilitati — negozi di vicinato, farmacie e parafarmacie con l’autorizzazione. Quindi, prima di ordinare da un sito di svapo: controllate che sia fra quelli autorizzati, non datelo per scontato.

E su Amazon? No, e non è una dimenticanza

«Sigarette online Amazon» è una delle ricerche più frequenti sul tema, e la risposta discende direttamente da quanto sopra: il divieto di vendita a distanza vale per chiunque venda in Italia, marketplace compresi. Non esiste una corsia preferenziale per i siti grandi.

Quello che si trova sono prodotti che con il tabacco lavorato non c’entrano: sigarette elettroniche e accessori, cartine, filtri, portasigarette, accendini, sigarette finte, libri per smettere. Non le sigarette.

Se un venditore su un marketplace vi offre sigarette vere spedite a casa, non è un’eccezione che vi siete guadagnati: è un annuncio che non dovrebbe esserci, e l’acquisto resta contrabbando anche per chi compra.

E se compro all’estero di persona?

Comprare sigarette andando fisicamente all’estero è un’altra cosa, ed è consentito: è il motivo per cui esistono i duty free negli aeroporti.

Ci sono però limiti quantitativi per quello che si può riportare per uso personale, e oltre quelli si ricade di nuovo nel contrabbando. Le quantità esatte le pubblica l’Agenzia delle Dogane: vanno controllate lì prima di partire, non chieste a un forum.

In pratica, le uniche strade

  • La tabaccheria, di persona.
  • La consegna a domicilio da una tabaccheria, con le app tipo Glovo: l’acquisto avviene lì, il rider trasporta.
  • Il duty free quando si viaggia, entro i limiti per uso personale.

Qualunque altra strada che promette sigarette online — a prezzo basso, dall’estero o «gratis» — è fuori dalla legge per chi vende e per chi compra. E il prezzo basso, di solito, è il primo segnale che qualcosa non va.