Pacchi da fuori Europa: il dazio da 3 euro e i 2 euro in più dal 1° ottobre

Pacchi da fuori Europa: il dazio da 3 euro e i 2 euro in più dal 1° ottobre

16 Settembre 2026 Off Di Marco

Dal 1° luglio 2026 i pacchi comprati online fuori dall’Unione europea, fino a 150 euro di valore, pagano un dazio fisso di 3 euro per ogni tipo di articolo che contengono. Dal 1° ottobre, per legge, si aggiunge un contributo italiano di 2 euro a spedizione: su un pacco con un solo tipo di articolo fanno 5,66 euro in più, IVA compresa. Il contributo italiano, però, potrebbe durare poco.

Fino al 30 giugno 2026 un pacco sotto i 150 euro in arrivo da un Paese extra Ue era esente dai dazi doganali. Quella franchigia non c’è più, e il conto di chi compra su siti che spediscono da fuori Europa è cambiato in due tempi. Qui trovi cosa si paga, come si calcola e cosa controllare prima di mettere un articolo nel carrello.

Il dazio europeo: 3 euro per ogni tipo di articolo

Lo ha deciso il Consiglio dell’Unione europea con il regolamento (UE) 2026/382. Si applica dal 1° luglio 2026 al 1° luglio 2028 alle spedizioni con un valore fino a 150 euro vendute a distanza, cioè comprate online e spedite a un privato. Dopo il 2028 varranno i dazi normali, diversi per ogni tipo di merce.

Il dazio non si conta per pacco e nemmeno per pezzo: si conta per tipo di articolo, cioè per voce della classificazione doganale. Gli esempi sono della Commissione europea:

  • Cinque magliette nello stesso pacco: un solo tipo di articolo, 3 euro.
  • Una maglietta e un orologio: due tipi di articolo, 6 euro.

Sul dazio si paga anche l’IVA al 22%: su un pacco con un solo tipo di articolo, quindi, 3 euro più 66 centesimi.

Chi lo versa? Secondo la guida della Commissione, la responsabilità è prima di tutto di chi dichiara la merce in dogana: la piattaforma, il venditore, il corriere o un intermediario. Ma nella pratica, come spiega Altroconsumo, il costo arriva a chi compra: dentro il prezzo, come voce a parte al momento del pagamento o chiesto dal corriere alla consegna.

Il contributo italiano: 2 euro a spedizione, dal 1° ottobre

Lo ha introdotto la legge di bilancio 2026 (legge 199/2025, articolo 1, commi 126-128). Sono 2 euro per ciascuna spedizione proveniente da un Paese extra Ue con un valore dichiarato fino a 150 euro, riscossi dalle dogane al momento dell’importazione.

  • Si conta per spedizione, non per articolo: una spedizione sono le merci inviate insieme dallo stesso mittente allo stesso destinatario, con un unico contratto di trasporto.
  • Vale per tutti: acquisti online dei privati, merce destinata alle imprese, e anche i pacchi fra privati, regali compresi.
  • Restano fuori le cose che un viaggiatore porta con sé nel bagaglio.
  • Non entra nel calcolo dell’IVA, a differenza del dazio: secondo le Dogane è un contributo per le spese amministrative, non un dazio.

La data è stata spostata più di una volta. Le Dogane lo avevano messo in calendario dal 1° gennaio 2026; l’ultimo rinvio, deciso con il decreto legge 107 del 26 giugno 2026 e confermato dalla legge di conversione 152 del 7 agosto, lo fa partire il 1° ottobre 2026.

Quanto costa in più un pacco

3,66 €dal 1° luglio, un tipo di articolo
5,66 €dal 1° ottobre, un tipo di articolo
12,98 €dal 1° ottobre, tre tipi di articolo

Il conto dei tre tipi di articolo: 9 euro di dazio, 1,98 euro di IVA sul dazio e 2 euro di contributo, che si paga una volta sola per spedizione. Sono i calcoli fatti da PMI.it sulle regole delle due misure, e sono costi in più: oltre al prezzo e all’IVA sulla merce.

Dalla stessa aritmetica viene un consiglio pratico. Dal 1° ottobre tre articoli diversi in tre pacchi separati costano 3 volte 5,66 euro, cioè 16,98 euro; nello stesso ordine, 12,98. E più pezzi dello stesso tipo nello stesso pacco pagano il dazio una volta sola.

I 2 euro italiani potrebbero durare poco

Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, rispondendo alla Camera il 22 luglio 2026, ha detto che il contributo, se dovesse avere applicazione, si sommerà al dazio europeo, e che la decisione andrà presa «a livello nazionale ma coordinata a livello europeo».

Il motivo dell’incertezza: l’Unione prepara una sua tassa di gestione sui pacchi, con importo e data ancora da definire, attesa per l’autunno 2026. La Commissione europea ammette le tariffe nazionali come quella italiana solo finché la soluzione comune non c’è.

Oggi la legge dice 1° ottobre. La data da tenere d’occhio, dopo, è quella della tassa europea.

Cosa controllare prima di comprare

  • Da dove parte la merce. Molti siti distinguono gli articoli già in un magazzino europeo da quelli spediti da fuori: solo i secondi passano dalla dogana come acquisto a distanza.
  • Se i costi doganali sono già nel prezzo, oppure se te li chiederà il corriere alla consegna.
  • Se il venditore usa l’IOSS, lo sportello unico europeo per l’IVA: in quel caso, spiega Altroconsumo, IVA e costi si pagano al momento dell’acquisto, senza aggiunte dopo.
  • La soglia dei 150 euro riguarda il valore della merce: trasporto e assicurazione restano fuori solo se sono indicati a parte in fattura.
  • Un ordine solo invece di tanti piccoli, se l’aritmetica qui sopra ti riguarda.

Resta valido tutto il resto: prima di pagare su un sito che non conosci, i quattro controlli per comprare online in sicurezza. E se il pacco è già partito, qui c’è come rintracciare un pacco.


Le fonti, una per una. Dazio europeo: Commissione europea, guida e testo giuridico sul dazio da 3 euro (giugno 2026), con gli esempi delle magliette e la responsabilità del dichiarante. Contributo italiano: Agenzia delle Dogane, circolare n. 37 del 30 dicembre 2025, con il testo dei commi 126-128; FiscoOggi, partenza rimandata al 1° ottobre (30 giugno 2026); Money.it, il decreto convertito nella legge 152/2026. Costi per spedizione, IVA, risposta del ministro e posizione della Commissione: PMI.it, tassa da 2 euro sui pacchi extra Ue (23 luglio 2026). Chi paga nella pratica e cosa controllare: Altroconsumo, dazio Ue da 3 euro sui pacchi (24 giugno 2026). Informazioni verificate il 14 settembre 2026. È una guida pratica, non una consulenza fiscale.