Comprare online in sicurezza: 4 controlli prima di pagare
13 Agosto 2026Prima di comprare su un sito che non conosci, quattro controlli in due minuti dicono quasi tutto: partita IVA e dati aziendali, condizioni di vendita, metodi di pagamento e informazioni sul reso. E una cosa che molti non sanno: negli acquisti online hai quattordici giorni per ripensarci, senza dover dare spiegazioni. Se il venditore non te lo dice, quel termine si allunga di un anno.
Comprare online è normale ormai, e proprio per questo si abbassa la guardia. I negozi fatti per truffare non hanno più per forza l’aria improvvisata di dieci anni fa: possono avere foto belle, recensioni a cinque stelle e un carrello che funziona benissimo.
La differenza non si vede dall’aspetto. Si vede da quattro cose che chi vende sul serio è obbligato per legge a scrivere, e chi non vende sul serio quasi sempre dimentica.
1. Chi c’è dietro il sito
Cerca in fondo alla pagina, nelle note legali o nei contatti. Devi trovare ragione sociale, indirizzo e partita IVA.
- Se non c’è la partita IVA, non stai comprando da un’azienda identificabile. In caso di problemi non sai nemmeno a chi scrivere.
- Se c’è solo un modulo di contatto, senza indirizzo né telefono, è un segnale.
- Se la partita IVA c’è, si può verificare gratis sul sistema di controllo dell’Unione Europea, che dice se è registrata; nome e indirizzo invece non li mostra, per la tutela dei dati personali.
2. Le condizioni di vendita
Devono esserci, essere in italiano e essere leggibili prima di comprare — non dopo. Dentro devi trovare tempi di consegna, costi di spedizione, come si fa un reso e a chi ci si rivolge per un problema.
Attenzione
Un segnale che si riconosce subito: condizioni copiate da un altro sito, con dentro il nome di un’altra azienda o pezzi in un’altra lingua. Vuol dire che nessuno le ha scritte per quel negozio: è un motivo in più per fermarsi e fare gli altri controlli.
3. Il diritto di ripensarci, che è tuo per legge
È la tutela più forte che hai, e molti non sanno di averla.
Il Codice del Consumo, all’articolo 52, stabilisce che nei contratti a distanza — cioè gli acquisti online — il consumatore ha quattordici giorni per recedere senza dover fornire alcuna motivazione. Per i beni fisici il termine parte dal giorno in cui ricevi il prodotto, non da quando lo ordini.
- Non devi giustificarti. “Ci ho ripensato” è un motivo sufficiente.
- Il rimborso va fatto entro quattordici giorni dalla comunicazione del recesso, ma il venditore può aspettare di aver ricevuto la merce, o la prova che l’hai rispedita.
- Se il venditore non ti informa di questo diritto, il termine per esercitarlo si allunga a un anno e quattordici giorni. È una sanzione pesante, e serve proprio a rendere conveniente informarti.
Attenzione: esistono eccezioni previste dalla legge — prodotti su misura, beni deperibili, contenuti digitali quando hai accettato espressamente di rinunciare al recesso, sigilli igienici aperti. Un venditore serio le elenca; uno che scrive genericamente “non si accettano resi” sta dicendo una cosa che, per la maggior parte dei prodotti, non può dire.
4. Come ti chiedono di pagare
È il controllo più veloce e forse il più importante, perché il metodo di pagamento decide quanto puoi recuperare se qualcosa va storto.
- Carta di credito o circuiti con tutela dell’acquirente — se la merce non arriva, hai una strada per contestare l’addebito.
- Bonifico bancario chiesto come unico metodo — è il segnale più forte di tutti. Un bonifico istantaneo, una volta partito, non si può revocare; con la carta, invece, per la merce non arrivata esiste il chargeback.
- Ricariche su carte prepagate o pagamenti “fra privati” su un sito che si presenta come negozio — è il modo in cui si prendono i soldi senza lasciare tracce utili.
- Il lucchetto nella barra dell’indirizzo dice solo che la connessione è cifrata. Non dice che il venditore è onesto: ce l’hanno anche i siti truffa.
Sul metodo di pagamento abbiamo scritto due approfondimenti che vale la pena leggere prima di decidere: perché pagare online con PayPal conviene e, per chi non ne ha una, come comprare online senza carta di credito.
Il prezzo troppo basso è un’informazione
Un prezzo troppo basso rispetto alla media, avverte la Polizia di Stato, può essere il segnale di una truffa.
Vale anche per il contrario: i negozi seri hanno prezzi che stanno dentro un intervallo ragionevole, perché comprano dagli stessi fornitori e pagano le stesse tasse di tutti.
E se stai cercando il prezzo migliore senza finire su un sito improbabile, il punto di partenza sono i siti per comprare online a poco prezzo che abbiamo già passato in rassegna.
Le recensioni si leggono al contrario
- Non guardare la media, guarda le negative. Come risponde il venditore a chi si lamenta dice più di cento stelle.
- Diffida della perfezione. Un negozio con mille recensioni tutte da cinque stelle e nessuna critica non è per forza un negozio perfetto: le recensioni false esistono, e il Codice del consumo vieta di pubblicarle o di farle pubblicare.
- Cerca il nome del sito fuori dal sito, aggiungendo parole come “opinioni” o “truffa”. Chi è stato fregato lo scrive.
I quattro controlli, in due minuti
- Partita IVA e indirizzo in fondo al sito, verificabili.
- Condizioni di vendita in italiano, scritte per quel negozio.
- Diritto di recesso spiegato, con i tempi.
- Pagamento con carta, mai solo bonifico.
Riferimenti: Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005), articolo 52, sul diritto di recesso nei contratti a distanza. Informazioni verificate ad agosto 2026. Questo articolo è una guida pratica e non sostituisce una consulenza legale: in caso di controversia ci si può rivolgere a un’associazione dei consumatori.
Le fonti, una per una:
- Normattiva, Codice del consumo (D.Lgs. 206/2005), art. 52: quattordici giorni per recedere senza motivazione, che per i beni partono da quando li si riceve.
- Normattiva, Codice del consumo, art. 53: se il venditore non informa sul recesso, il termine si allunga di dodici mesi.
- Normattiva, Codice del consumo, art. 56: il rimborso entro quattordici giorni da quando il venditore è informato del recesso.
- Normattiva, Codice del consumo, art. 59: le eccezioni al recesso, fra cui beni su misura, deperibili e sigillati per motivi igienici.
- Normattiva, Codice del consumo, art. 143: i diritti del consumatore sono irrinunciabili, e le clausole contrarie sono nulle.
- Normattiva, Codice del consumo, art. 49: prima dell’acquisto il venditore deve dire chi è, dove si trova, costi e tempi di consegna, reclami e recesso.
- Normattiva, Codice del consumo, art. 9: le informazioni per i consumatori devono essere almeno in italiano.
- Normattiva, D.Lgs. 70/2003 sul commercio elettronico, art. 7: ragione sociale, sede e partita IVA del venditore devono essere facilmente accessibili.
- Banca d’Italia, Domande e risposte sui pagamenti per gli acquisti on line: con la carta si può chiedere il rimborso (chargeback) per prodotti non consegnati o difettosi.
- Polizia di Stato, consigli pratici sugli acquisti online: un sito affidabile mostra indirizzo, partita IVA e telefono; nessun venditore vero chiede ricariche su carte prepagate.
- Polizia di Stato, Questura di Gorizia, falso sito di Poste Italiane sequestrato: https e lucchetto, da soli, non rendono un sito attendibile.
- Polizia Postale, eCommerce, consigli: prima di comprare conviene cercare in rete le segnalazioni di altri utenti sul venditore.
- Commissione europea, Controllo delle partite IVA (VIES): verifica se una partita IVA è registrata; nome e indirizzo non vengono mostrati.
- Banca d’Italia, Bonifico istantaneo: il bonifico istantaneo è immediato e irrevocabile.
- Normattiva, Codice del consumo, art. 23: fra le pratiche vietate, pubblicare o far pubblicare recensioni false dei consumatori.


